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da l’Agricoltore Trentino n.ro 6 del 12/2009

Contributi previdenziali versati a più fondi

LA RICONGIUNZIONE

Il lavoratore che ha contributi versati presso Enti diversi può chiederne la ricongiunzione, cioè l’unificazione, allo scopo di ottenere un’unica pensione calcolata su tutti i contributi versati.

La ricongiunzione può essere richiesta dai lavoratori dipendenti pubblici e privati, dai lavoratori autonomi o dai loro superstiti.

In alternativa, se sussistono le condizioni, i contributi versati in più gestioni pensionistiche possono essere sommati ricorrendo alla totalizzazione, che è completamente gratuita.

LA DOMANDA

La domanda deve essere presentata presso gli uffici Inps e indirizzata al Fondo di previdenza dei lavoratori dipendenti per:

- periodi versati in altre forme di previdenza (Inpdap, Fondi Speciali ecc.);

- periodi assicurativi come lavoratore autonomo (artigiano, commerciante, coltivatore diretto, colono e mezzadro) purché l’interessato abbia almeno cinque anni di contributi (260 settimane) versati come lavoratore dipendente successivamente alla cessazione dell’attività autonoma;

- periodi assicurativi presso le Casse dei liberi professionisti (avvocati, medici, ingegneri ecc.)

presso altro Istituto o Cassa, alternativi all’Inps, per contributi versati presso l’Inps.

La ricongiunzione dei periodi presso l’Inps:

- è gratuita in caso di ricongiunzione da lavoro dipendente;

- è a carico del lavoratore in caso di ricongiunzione da lavoro autonomo.

La ricongiunzione dei periodi presso un’altra Cassa o Istituto pensionistico è a carico del lavoratore.

In caso di ricongiunzione onerosa, il pagamento può essere effettuato in un’unica soluzione o a rate tramite bollettini inviati dell’Istituto.

LA TOTALIZZAZIONE

La totalizzazione consente ai lavoratori che, nei corso della propria vita, hanno svolto attività diverse e sono stati iscritti a più gestioni pensionistiche, di ottenere un’unica pensione, (di Vecchiaia, di anzianità, di inabilità o ai superstiti) sommando i diversi periodi contributivi, che non devono coincidere

La totalizzazione può essere chiesta da tutti i lavoratori dipendenti autonomi, collaboratori coordinati e continuativi, lavoratori a progetto e liberi professionisti, ed è completamente gratuita.

I REQUISITI

Il lavoratore, che non deve essere già titolare di pensione in nessuna delle gestioni a cui è stato iscritto, può richiedere la totalizzazione se possiede determinati requisiti:

almeno 3 anni, di contributi versati in ogni gestione assicurativa;

almeno 20 anni di contribuzione complessiva e 65 anni di età;

40 anni di contribuzione complessiva a prescindere dall’ età.

I lavoratori possono ottenere la totalizzazione anche se hanno maturato il diritto alla pensione in una delle gestioni in cui hanno versato i contribuiti.

La ricongiunzione è incompatibile con la totalizzazione.

LA DOMANDA

La domanda va presentata dal lavoratore all’Ente presso il quale risultano versati gli ultimi contributi. Il diritto alla totalizzazione è accertato dalla gestione presso la quale è stata presentata la domanda.

LA PENSIONE

Le gestioni pensionistiche calcolano la quota di pensione di propria competenza in proporzione all’anzianità contribuiva maturata dal lavoratore in ciascuna di esse.

Il pagamento della pensione è effettuato dall’ Inps, ma l’onere rimane a carico delle singole gestioni in relazione alle rispettive quote.

CONTRIBUTI FIGURATIVI

Sono contributi fittizi riconosciuti agli assicurati per periodi durante i quali non c’è stata attività lavorativa e di conseguenza non c’è stato il versamento dei contributi obbligatori.

I contributi figurativi sono utili sia per raggiungere il diritto alla pensione sia per calcolarne l’importo.

Nel caso della pensione di anzianità, ottenuta con meno di 40 anni di contributi, i periodi di malattia e quelli durante i quali è stata riscossa l’indennità di disoccupazione non possono essere utilizzati per raggiungere il diritto alla pensione.

S’intendono figurativi i seguenti periodi:

I contributi figurativi sono accreditati, a seconda dei casi, su domanda dell’interessato o automaticamente dall’Inps.



ultimo aggiornamento 08/04/2010




da l’Agricoltore Trentino n.ro 6 del 12/2009

Invalidità civile: nuove procedure per il riconoscimento

Dal 1° gennaio 2010 viene affidato all’INPS il compito di gestire l’intero processo valutativo per il diritto alle prestazioni di invalidità civile, cecità civile, sordomutismo, handicap e accompagnamento.

In particolare, a decorrere dal 1° gennaio 2010, si evidenzia che: le domande volte ad ottenere i benefici in materia di invalidità civile, cecità civile,sordità civile, handicap e disabilità, complete della certificazione medica attestante la natura delle infermità invalidanti, devono essere presentate all’istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS), secondo modalità stabilite dall’ente medesimo.

L’istituto trasmette, in tempo reale cd in via telematica, le domande alle Aziende Sanitarie Locali. Ai fini degli accertamenti sanitari di invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e disabilità, le Commissioni mediche delle Aziende sanitarie locali sono integrate da un medico dell’INPS quale componente effettivo. In ogni caso l’accertamento definitivo è effettuato dall’INPS (art. 20, 1° comma).

Viene altresì affidato all’INPS il compito di accertare la permanenza dei requisiti sanitari nei confronti dei titolari di prestazioni di invalidità civile

Altre novità di rilievo che trovano applicazione a decorrere dal 1° luglio 2009, sono contenute nel comma 5 dell’art.20.

In particolare si prevede che: l’INPS è l’unico legittimato passivo nei ricorsi legali che vengono proposti in materia di prestazioni di invalidità civile e quindi non è più necessario procedere alla notifica dei ricorsi per il mancato riconoscimento della prestazione agli Uffici dell’Avvocatura dello Stato ed al Ministero dell’Economia e delle Finanze. Ne discende che il ricorso deve essere notificato solo all’INPS presso la sede provinciale competente.

In sede di contenzioso, qualora il giudice nomini un consulente tecnico di ufficio (C.T.U.), quest’ultimo è tenuto “a pena di nullità” a farsi assistere da un medico legale dell’ente, previa apposita comunicazione al direttore della sede provinciale INPS competente.

Da ultimo, il comma 6 dell’art. 20 della L. 102/2009 stabilisce che entro 30 gg. dall’entrata in vigore delle disposizioni si procederà alla nomina di una Commissione con il compito di aggiornare le tabelle indicative delle percentuali di invalidità civile.



ultimo aggiornamento 08/04/2010




da l’Agricoltore Trentino n.ro 5 del 10/2009

Reddito di garanzia: le domande dal 1° ottobre

La Giunta Provinciale ha definito la disciplina complessiva dell’intervento che, nei dettagli, fissa l’ammontare del reddito di garanzia, l’indicatore della condizione economica familiare per l’accesso all’intervento, l’ammontare delle somme ulteriori corrisposte ai nuclei familiari beneficiari dell’intervento titolari di contratto di locazione per l’alloggio costituente prima abitazione, nonché le modalità di realizzazione del monitoraggio sull’intervento.

Un particolare importante:

l’indicatore usato per accedere e determinare l’intervento è, in questo caso, l’ICEF aggiornato sia sotto il profilo patrimoniale che sotto l’aspetto del reddito qualora, prima della presentazione della domanda, siano sopravvenuti eventi significativi (perdita del lavoro o inizio di una nuova attività lavorativa).

Il reddito di garanzia intende dare attuazione a quanto si legge nell’articolo 1 della disciplina di questo intervento che fa riferimento alla legge provinciale 13 del 2007 sulle politiche sociali in provincia di Trento nonché sulle modifiche apportate dalla legge finanziaria 2009

“Per assicurare a tutti i nuclei familiari il raggiungimento di un reddito di garanzia per il soddisfacimento dei bisogni generali della vita, la Provincia concede a chi ne ha i requisiti, un sostegno economico”.

Sono previste due forme di accesso al reddito di garanzia.

Da una parte un intervento a prima erogazione automatica, dall’altra un intervento subordinato al valio preventivo dei servizi sociali.

1) INTERVENTO A PRIMA EROGAZIONE AUTOMATICA

DESTINATARI

Nuclei familiari nei quali è presente almeno un soggetto che:

REQUISITI:

DEROGHE all’OBBLIGO di SOTTOSCRIZIONE della DICHIARAZIONE di DISPONIBILITÀ IMMEDIATA all’ACCETTAZIONE di un IMPIEGO:

MISURA DEL BENEFICIO ECONOMICO

la misura mensile dell’intervento di sostegno economico è data dalla trasformazione in reddito, diviso per 12, della differenza tra l’ICEF corrispondente all’ammontare del reddito di garanzia (0, 13) e 1’ICEF accertato del nucleo in sede di accesso, rapportato al numero di componenti il nucleo familiare in base alla scala di equivalenza utilizzata ai tini ICEF (i componenti adulti sono conteggiati solo se aventi residenza in Trentino da almeno tre anni).

reddito di garanzia mensile [(0, I 3 — ICEF nucleo per accesso) *50.000*s.eq. nella quale i componenti adulti del nucleo sono conteggiati solo se aventi residenza in trentino da più di tre anni / 12

ulteriore somma a titolo di contributo sull’eventuale canone di locazione, se il nucleo familiare non è già beneficiano di provvidenze ex legge provinciale 15 del 2005 (alloggio pubblico o contributo integrativo al canone di locazione); la somma spettante a tale titolo è diversificata in base al numero di componenti il nucleo familiare (minimo € 205 / massimo € 405)

DURATA DELL’INTERVENTO

Mesi 4.

DECORRENZA DELL’INTERVENTO

L’intervento decorre dal mese successivo alla data di presentazione della domanda (trasmessa in via telematica a cura dei Patronati e degli sportelli periferici della Provincia).

L’erogazione è effettuata dall’APAPI in rate mensili.

RINNOVO DELL’INTERVENTO

il rinnovo dell’intervento è subordinato alle seguenti condizioni:

2) INTERVENTO AD EROGAZIONE SUBORDINATA A VAGLIO PREVENTIVO DEI SERVIZI SOCIALI

DESTINATARI

nuclei familiari che non hanno le condizioni che danno titolo all’erogazione automatica del reddito di garanzia

REQUISITI

MODALITÀ di DETERMINAZIONE DEL BENEFICIO ECONOMICO

uguale ai casi in cui è previsto l’automatismo attraverso l’APAPI, fatta salva la possibilità di escludere dal computo taluni componenti (ad esempio chi ha rifiutato un’offerta di lavoro)

NB: per gli utenti con difficoltà nella gestione del proprio patrimonio, esiste la possibilità di sostituire - totalmente o parzialmente - l’ erogazione monetaria con forme alternative di sostegno economico (ad esempio l’apertura di credito presso negozi di generi alimentari).

DURATA DELL’INTERVENTO

Determinata nel progetto individualizzato e comunque non eccedente i 6 mesi per i soggetti idonei ad assumere/riassumere un ruolo lavorativo e i mesi 12 per i soggetti non idonei.

DECORRENZA DELL’INTERVENTO

L’intervento decorre dal mese successivo alla data di presentazione della domanda.

L’erogazione è effettuata mensilmente dall’ente gestore.

RINNOVO DELL’INTERVENTO

il rinnovo dell’intervento è subordinato alle seguenti condizioni:

Il rinnovo non è subordinato a limiti temporali.

Si passa dall’intervento automatico a quello subordinato al vaglio dei servizi sociali qualora:



ultimo aggiornamento 08/04/2010




da l’Agricoltore Trentino n.ro 5 del 10/2009

Il riposo giornaliero per maternità

La madre casalinga è riconosciuta come lavoratrice dipendente.

Come conseguenza viene esteso al padre il diritto al riposo giornaliero.

La materia del riposo per maternità per i lavoratori è regolamentata dal D.lgs. 151/2001.

Per quanto riguarda la madre, l’art. 39 stabilisce che Il datore di lavoro deve consentire alle lavoratrici madri, durante il primo anno di vita del bambino, due periodi di riposo, anche cumulabili durante la giornata. Il riposo è uno solo quando l’orario giornaliero di lavoro è inferiore a sei ore.

I periodi di riposo di cui al comma i hanno la durata di un’ora ciascuno e sono considerati ore lavorative agli effetti della durata e della retribuzione del lavoro.

Essi comportano il diritto della donna ad uscire dall’azienda.

I periodi di riposo sono di mezz’ora ciascuno quando la lavoratrice fruisca dell’asilo nido o di altra struttura idonea, istituiti dal datore di lavoro nell’unità produttiva o nelle immediate vicinanze di essa.

Il successivo art. 40 stabilisce che i periodi di riposo previsti dall’art. 39:

Dubbi sono sorti nel caso della madre casalinga allorquando la richiesta di riposo veniva avanzata dal padre.

Sulla materia si sono espressi il Consiglio di Stato con sentenza. 4293 del 9 settembre 2008 e la Corte di Cassazione con sentenza 20324 del 25 ottobre 2005 che hanno evidenziato come numerosi settori dell’ordinamento considerano ormai la figura della casalinga quale lavoratrice quindi rientrante nella fattispecie della madre non lavoratrice dipendente (lett. C,art. 40).

Inoltre la ratio della normativa su i riposi per il primo anno di vita del bambino è quella di dare sostegno alla famiglia ed alla maternità, in attuazione delle finalità generali di tipo promozionale, scolpite dall’art. 31 della Costituzione.

Il Ministero del Lavoro interpellato a fornire chiarimenti in merito al riconoscimento dei riposi giornalieri della madre (ex permessi per allattamento) anche a favore del padre lavoratore, nell’ipotesi della madre casalinga, ha preso atto degli indirizzi già espressi dalle Corti ed ha predisposto una circolare esplicativa.

Sulla base delle esposte considerazioni la Direzione Generale per la tutela delle condizioni di lavoro e la Direzione Generale per l’attività ispettiva del Ministero del Lavoro si sono espresse in senso favorevole al riconoscimento al lavoratore padre del diritto a fruire dei congedi previsti dall’art. 40, lett. C, D.Lgs. n. 151/2001, anche nell’ipotesi in cui la madre svolga lavoro casalingo.

Sull’ argomento è utile ricordare che l’INPS (circ. n. 95bis/2006 e n. 8/2003) ha considerato per madre non lavoratrice dipendente le sole lavoratrici autonome - IAP - commercianti ed artigiani), le parasubordinate e le libere professioniste e quindi nelle istruzioni emanate a suo tempo ha escluso la possibilità di fruire dei riposi giornalieri al lavoratore padre, coniugato con madre casalinga.

Risulta evidente che a questo punto l’INPS e gli altri Enti previdenziali dovranno adeguarsi al nuovo indirizzo ministeriale e fornire le adeguate istruzioni operative e la relativa modulistica.



ultimo aggiornamento 08/04/2010




da l’Agricoltore Trentino n.ro 4 del 08/2009

Rivalutazione annuale della rendita INAIL

Dal primo luglio 2009, come accertato dall’Inail e deliberato dal Commissario Straordinario dell’Ente con delibera n. 79 del 27/04/2009, scatterà la rivalutazione annuale delle rendite.

Ciò in forza dell’art. 11 del D.Lgs. n.38/2000 che ha stabilito, a decorrere dal 01/07/2000, la rivalutazione annuale delle retribuzioni da prendere a base per la liquidazione delle rendite Inail con effetto dal primo luglio di ogni anno, avuto riguardo alla variazione dei prezzi al consumo calcolata dall’Istat.

Per l’anno 2008 detta variazione è risultata pari al 3,23%. Secondo la suddetta delibera le prestazioni in parola, dopo la conversione in apposito decreto ministeriale, dovrebbero subire gli aumenti di seguito esposti.

AGRICOLTURA

La retribuzione convenzionale annua che dovrà essere presa a base per la riliquidazione delle rendite dirette e a superstiti in corso di godimento al 1/07/2009 è di curo 21.665,81 (precedente 20.978,21)

Lavoratori subordinati a tempo indeterminato

Nei confronti dei lavoratori agricoli subordinati a tempo indeterminato, colpiti da eventi verificatisi dal 1/01/1982 e indennizzati in base alla retribuzione effettiva (legge 26 febbraio 1 982 n. 54) le rendite dirette e a superstiti saranno rivalutate secondo i criteri e i limiti di legge previsti per il settore industriale.

Lavoratori subordinati a tempo determinato

Le rendite dirette e a superstiti di detti lavoratori agricoli, a decorrere dal 01/07/2009 saranno calcolate sulla nuova retribuzione annua convenzionale di euro 21.665,81.

Qualora si tratti di lavoratori infortunati- si in attività agricole con trattamento industriale (art. 209 TU. n. 1124/65), la rivalutazione sarà operata sulla retribuzione convenzionale di euro 21 665,8 risultata più favorevole di quella minima di legge fissata per il settore industriale di euro 14.349,30.

In ogni caso per le rendite pregresse anteriori al 1°luglio 2009, indipendentemente dall’anno in cui si è verificato l’evento, la riliquidazione sarà operata sulla anzidetta retribuzione convenzionale di euro 21.665,81. Medesimo criterio sarà applicato per i lavoratori infortunatisi in attività industriali a sensi dell’art 209 T.U.

Lavoratori agricoli autonomi

Le rendite dirette e a superstiti dei lavoratori agricoli autonomi, costituite a decorrere dal 01/06/1993 (legge n. 243/93) sono liquidate sul minimale previsto per i lavoratori dell’industria e cioè euro 14.349,30.

Le rendite costituite anteriormente al 1° giugno 1993 saranno invece riliquidate sulla nuova retribuzione convenzionale di euro 21.665,81.

PRESTAZIONI ECONOMICHE COLLEGATE ALLA RENDITA


% di Inabilità Agricoltura
da 50 a 59 332,09
da 60 a 79 463,40
da 80 a 89 795,54
da 90 a 100 1.127,67
100% +APC 1.600,13

INFORTUNI AVVENUTI in AMBITO DOMESTICO (cd Assicurazione “casalinghe”)

In forza dell’art 9 della legge n. 493/99 le rendite per inabilità permanente e a superstiti a decorrere dal l luglio 2009 saranno liquidate sul minimale in vigore per il settore industria di euro 14.349,30.



ultimo aggiornamento 08/04/2010




da l’Agricoltore Trentino n.ro 2 del 04/2009

Riforma della disoccupazione agricola

A partire dalle domande di disoccupazione agricola relative alle giornate lavorate nel 2008, da presentare all’INPS entro il 31 marzo 2009, sono entrate in vigore le novità introdotte dalla legge n. 247 del 27/12/2007.

I requisiti per aver diritto alla disoccupazione agricola sono rimasti immutati, pertanto il richiedente deve avere un’anzianità contributiva almeno di due anni e aver maturato almeno 102 giornate in agricoltura nel biennio, considerando l’anno di cui si chiede la disoccupazione e quello precedente (2008-2007).

La nuova normativa prevede che venga liquidata un solo tipo di disoccupazione ordinaria, pari al 40% della retribuzione media giornaliera percepita dal lavoratore.

Sono, infatti, state abolite le fasce delle 51, 101 e 151 giornate, a cui corrispondevano diverse percentuali d’indennità.

Con la riforma viene liquidata un’indennità di disoccupazione per un numero di giornate pari a quelle lavorate, nel limite delle 365 giornate annue (ad es. se l’operaio ha lavorato per 180 giornate ne vengono indennizzate 180, se le giornate lavorate sono 190 ne vengono indennizzate 175).

E’ stato, però, istituito un contributo di solidarietà a carico di tutti i percettori dell’indennità di disoccupazione, pari al 9% dell’importo di ogni giornata di indennità erogata, per un massimo di 150 giornate indennizzate (dalla 151.ma giornata di disoccupazione in poi la trattenuta non viene più applicata).

Nel caso in cui l’operaio abbia giornate lavorate in agricoltura ed anche in settore non agricolo occorre valutare la prevalenza.

Prima di tutto la prevalenza va verificata nell’anno di riferimento della prestazione (nel 2008), se l’operaio ha lavorato più giornate in agricoltura, la prestazione va liquidata cumulando l’attività agricola con quella non agricola. Se nell’anno di riferimento non c’è questa prevalenza, occorre accertarla nel biennio (2008- 2007).

Se prevale il settore agricolo va liquidata la prestazione cumulando le giornate agricole con quelle degli altri settori.

In caso negativo la domanda dovrà essere gestita come disoccupazione non agricola (ovvero disoccupazione con requisiti ridotti, che deve essere presentata all’INPS sempre entro il 31/03/2009).

Ai fini della copertura figurativa per la pensione, chi ha lavorato almeno 101 giornate avrà riconosciuta la copertura contributiva per l’intero anno, sia ai fini della pensione di anzianità che per quella di vecchiaia.

A chi ha lavorato meno di 100 giornate, verrà riconosciuta una copertura figurativa per l’intero anno, ma solo ai fini della pensione di vecchiaia.

Da quest’anno l’INPS non spedirà più il modello di domanda precompilato a casa degli interessati, occorre, pertanto, che i lavoratori interessati si rivolgano il prima possibile agli uffici del Patronato ENAPA per predisporre la domanda da inviare telematicamente all’INPS.



ultimo aggiornamento 08/04/2010




da l’Agricoltore Trentino n.ro 2 del 04/2009

Ricongiungimenti familiari

Modificato il testo unico dell’immigrazione. Reso più difficile il ricongiungimento

Sono sempre più numerose le aziende agricole che occupano stabilmente lavoratori di nazionalità extracomunitaria; ciò ha determinato la necessità di confrontarsi con problematiche mai affrontate precedentemente che spesso coinvolgono gli stessi datori di lavoro per quanto attiene ad adempimenti di carattere burocratico.

E’ quindi per opportuna conoscenza che si rende noto che il D.Lgs.160/2008, in vigore dallo scorso 5 novembre, ha modificato il Testo Unico dell’Immigrazione, rendendo più difficile per lo straniero regolarmente residente in Italia, ottenere il ricongiungimento dei propri familiari che si trovano all’estero.

Più precisamente, è previsto che il ricongiungimento del coniuge può essere richiesto solamente se non legalmente separato e a patto che abbia un’età superiore a 18 anni.

Per quanto riguarda la richiesta di ricongiungimento per i genitori, esso è possibile solamente se non hanno altri figli nel Paese di origine.

Qualora il genitore abbia un’età superiore a 65 anni, il ricongiungimento è ammesso se gli altri figli, presenti nel Paese di origine, siano impossibilitati al loro sostentamento per gravi e documentati motivi di salute.

Sempre per quanto riguarda il ricongiungimento di genitori di età superiore a 65 anni, è richiesta un’assicurazione sanitaria che garantisca la copertura di tutti i rischi in Italia oppure, in alternativa, l’iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale, previo pagamento di un contributo il cui importo viene determinato con decreto ministeriale.

Per il ricongiungimento di figli maggiorenni, essi devono essere a carico e devono trovarsi in uno stato di salute che comporti un’invalidità totale con impossibilità di provvedere alle proprie indispensabili esigenze di vita.

Per i figli minorenni non sono state apportate modifiche rispetto alla nonna previdente: può essere pertanto ricongiunto il figlio minore, anche del solo coniuge, a patto che l’altro genitore, qualora esistente, abbia dato il suo consenso.

Altro aspetto fondamentale che ha subito una sostanziale modifica è quello relativo al reddito, non è infatti più sufficiente che lo straniero che inoltra l’istanza disponga di un reddito minimo annuo non inferiore all’assegno sociale.

Detto reddito minimo è stato infatti innalzato a una volta e mezza l’importo dell’assegno sociale per ogni familiare da ricongiungere.

Qualora si tratti di due o più figli di età inferiore a 14 anni, oppure di due o più familiari titolari dello status di protezione sussidiaria, il requisito economico è pari al doppio dell’assegno sociale per ogni soggetto ricongiunto.



ultimo aggiornamento 08/04/2010




da l’Agricoltore Trentino n.ro 1 del 02/2009

La disoccupazione agricola dal 2009

La suddivisione tra i diversi tipi di trattamento ordinario e speciale viene superata e si adotta un trattamento unificato, in base al quale l’indennità di disoccupazione è riconosciuta a tutti i lavoratori agricoli che abbiano lavorato almeno 51 giornate nel corso dell’anno.

Per accedere al nuovo trattamento di disoccupazione agricola è sufficiente essere in possesso dei requisiti assicurativi e contributivi previsti per ottenere l’indennità ordinaria di disoccupazione, e quindi:

  • essere iscritti negli elenchi dei lavoratori agricoli dipendenti per almeno due anni (compreso quello per il quale si richiede la prestazione);

  • avere accreditati almeno 102 contributi giornalieri nell’anno della richiesta ed in quello precedente.

    In pratica è sufficiente essere iscritti negli elenchi dei lavoratori agricoli da almeno due anni per un numero di giornate di lavoro pari a 51 l’anno

    L’indennità di disoccupazione agricola è pari al 40% della retribuzione indicata all’art. 1 del D.L. 09/10/1989, n. 338 e si calcola in misura proporzionale al numero di giornate lavorate.

    Da tenere presente, tuttavia, che la somma delle giornate lavorate e delle giornate indennizzate non deve superare il limite annuo di 365.

    Conseguentemente un lavoratore iscritto negli elenchi nominativi per 200 giornate, avrà diritto all’indennità di disoccupazione per 165 giornate e non per 200, perché altrimenti la somma delle giornate lavorate con quelle indennizzate sforerebbe il limite massimo di 365 (365-200=165).

    Dopo aver calcolato l’indennità, l’Inps trattiene il 9% quale contributo di solidarietà per l’accredito figurativo ai fini delle prestazioni pensionistiche.

    La ritenuta viene effettuata su ogni giornata indennizzata sino ad un massimo di 150 giornate.

    La possibilità di cumulare lavoro non agricolo con quello agricolo è data a tutti i lavoratori, purché si dimostri che il lavoro agricolo sia quello prevalente.

    La domanda va presentata entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello per cui si richiede la prestazione, quindi le modifiche in vigore dal 1° gennaio 2008 saranno efficaci con le domande di disoccupazione che si presenteranno nel 2009.

    In altre parole, dal 2008 vi è un unico importo pari al 40% del salario medio giornaliero per tante giornate quante sono quelle lavorate dal dipendente, con capienza massima di 365 giornate.

    Facendo riferimento alle del disposizioni impartite dalla Direzione Generale Inps con i messaggi 4602 del 25.02.2008, 6449 del 18.03.2008 e 1192 del 19.05.2008 si riepilogano di seguito i documenti di soggiorno necessari a corredo della richiesta di disoccupazione.

    CITTADINI COMUNITARI

    Il titolo di soggiorno richiesto, nella generalità dei casi, è il certificato di iscrizione anagrafica rilasciato dal Comune di residenza con indicazione del riferimento alla norma ai sensi della quale è stato prodotto (art. 9 D.Lgs n. 30/2007).

    Fanno eccezione i cittadini comunitari in possesso della Cada di soggiorno alla data di entrata in vigore del decreto in oggetto per i quali non è previsto l’obbligo dell’iscrizione anagrafica fino alla data di scadenza della stessa.

    Per i cittadini comunitari che soggiornano in Italia per lavoro subordinato stagionale e che intendono rimanere sul territorio italiano per il periodo di svolgimento dell’attività lavorativa è necessaria l’attestazione di iscrizione nel registro della popolazione temporanea (circolare del Ministero dell’Interno n. 39 del 18 luglio 2007).

    CITTADINI EXTRACOMUNITARI

    Il titolo di soggiorno richiesto è il permesso di soggiorno in corso di validità; nelle more del rinnovo dello stesso il lavoratore extracomunitario deve presentare all’Inps il cedolino dell’ufficio postale attestante l’avvenuta richiesta di rinnovo e la copia del permesso di soggiorno in scadenza o scaduto.

    Maggiori chiarimenti sui singoli casi, sono forniti sia dall’ufficio paghe di Confagricoltura del Trentino sia dagli operatori del Patronato Enapa di Trento



    ultimo aggiornamento 08/04/2010




  • da l’Agricoltore Trentino n.ro 1 del 02/2009

    La patente di guida per i disabili

    A CHI È RIVOLTO L’ACCERTAMENTO IN COMMISSIONE MEDICA

    Le persone affette da malattie organiche (diabete mellito pluricomplicato, difetti visivi e uditivi, malattie psichiche, cardiopatie, epilessia, trapianti d’organo, malattie neurologiche di varia natura ecc.), le persone affette da patologie fisiche invalidanti ai fini della guida per minorazioni anatomiche degli arti e/o importanti deficit neurologici, le persone con problemi di dipendenza da alcol e/o sostanze stupefacenti (anche se per uso occasionale) segnalate dalle Autorità competenti, le persone ultra-6Oenni titolari di patente D e le persone ultra-65enni titolari di patente C o che richiedono il rinnovo del KAP devono rivolgersi alle Commissioni mediche locali per le patenti di guida di Trento e di Rovereto che si occupano del rilascio, rinnovo e revisione delle patenti di guida di categoria normale (A, B, BE, C, CE, D e DE) e di categoria speciale (AS, BS, CS) nonché del rilascio dei certificati di abilitazione professionale (KAP) limitatamente ai casi previsti dal vigente Codice della Strada.

    COME SI PRENOTA LA VISITA MEDICA

    La visita medica può essere prenotata direttamente dall’interessato anche tramite patronato, presso la sede dell’Unità Operativa Medicina Legale di Trento o presso la sede Rovereto a seconda della competenza territoriale (Segreteria della Commissione Medica Locale), almeno due/tre mesi prima della scadenza della patente.

    In particolare, si devono rivolgere alla segreteria della Commissione Medica Locale per le patenti di guida di Trento (presso il Centro per i Servizi Sanitari di Trento) tutti i cittadini della Provincia di Trento - esclusi quelli residenti nel Distretto Vallagarina o Alto Garda e Ledro e Giudicarie e Rendena - e le persone che, per malattie fisiche invalidanti ai fini della guida debbono essere valutate dalla Commissione Medica integrata da un Ingegnere della Motorizzazione civile di Trento e da un medico specialista in Medicina fisica e della riabilitazione; si devono invece rivolgere alla segreteria della Commissione Medica Locale per le patenti di guida di Rovereto (con sede a Rovereto, in Piazza Leoni n. 1 1/A) tutti i cittadini residenti del Distretto Sanitario della Vallagarina e Alto Garda e Ledro e Giudicarie e Rendena esclusi quelli affetti da malattie “fisiche” invalidanti ai fini della guida che, come sopra specificato, devono essere valutati dalla Commissione Medica Locale di Trento.

    La prenotazione della visita medica può essere effettuata dall’utente, almeno due/tre mesi prima della scadenza della patente, con le seguenti modalità:

    a) presso la Commissione Medica Locale di Trento

    o prenotazione telefonica al n. 0461/364635 dalle ore 08.30 alle ore 12.30 nelle giornate lavorative non festive di lunedì, mercoledì e venerdì;

    o via fax al n. 0461/364553 (allegando fotocopia della patente di guida);

    o tramite accesso diretto all’ufficio nelle giornate lavorative non festive di lunedì, giovedì e venerdì dalle ore 9.00 alle ore 2.00.

    QUALI DATI VERRANNO RICHIESTI per la PRENOTAZIONE

    All’atto della prenotazione la persona interessata dovrà indicare al personale di segreteria della Commissione Medica Locale per le patenti di guida:

    a) le sue generalità complete;

    b) la tipologia della patente di guida posseduta, nel caso di rinnovo o di revisione della stessa;

    c) la tipologia della patente che l’interessato intende acquisire nel caso di rilascio di una nuova patente di guida;

    d) la scadenza temporale della patente di guida posseduta nel caso di rinnovo e/o di revisione della stessa;

    e) la patologia e le infermità da cui la persona risulta affetta;

    f) eventuali altri motivi per i quali la persona è stata invitata a sottoporsi a visita medica presso la Commissione Medica Locale.

    L’Ufficio provinciale della Motorizzazione Civile di Trento può rilasciare dei permessi provvisori di circolazione per i soggetti titolari di patente di guida di categoria speciale (S) che non hanno potuto completare gli accertamenti medici prima della scadenza della stessa.

    Dopo aver richiesto tali informazioni, il personale di segreteria della Commissione Medica Locale provvede a prenotare la visita medica e a consegnare direttamente o ad inviare al domicilio della persona interessata una lettera di conferma della prenotazione (giorno e ora dell’appuntamento), precisando quali documenti dovranno essere esibiti all’atto della visita stessa.

    QUALI DOCUMENTI DEVONO ESSERE PORTATI PER LA VISITA

    I documenti, di natura amministrativa e sanitaria, da portare alla visita sono:

    - un documento d’identità non scaduto (carta d’identità, patente di guida, passaporto);

    - una marca da bollo da € 14,65;

    - una fotografia formato tessera nel caso di rilascio della patente di guida;

    - le ricevute dei bollettini di versamento in c/c postale per i diritti dovuti al Ministero dei Trasporti e all’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari di Trento (i bollettini sono allegati alla lettera di conferma della prenotazione della visita medica);

    - la documentazione sanitaria specialistica rilasciata da strutture pubbliche attestante le patologie - cardiologiche, nefrologiche, neurologiche visive ecc. - di cui la persona è affetta. Nel caso di revisione o rinnovo della patente per alcoldipendenza gli interessati dovranno esibire il risultato di una consulenza specialistica alcologica che dovrà essere effettuata nel Servizio di Alcologia territorialmente competente. Nel caso di revisione della patente di guida per soggetti segnalati dalle Autorità competenti quali assuntori di sostanze stupefacenti all’atto della visita medica nessuna documentazione di natura sanitaria con l’unica eccezione dei soggetti seguiti dai competenti Servizi Pubblici, sottoposti a terapia metadonica a lungo termine, che dovranno produrre, all’atto della visita medica, una certificazione redatta dal SER.T. che comprovi tale terapia, il dosaggio metadonico ed il programma terapeutico;

    - un’autocertificazione delle patologie di cui il cittadino è affetto debitamente compilata prima della visita medica ma da sottoscriversi da parte dell’interessato alla presenza dei componenti la Commissione Medica stessa;

    per le patenti di categorie superiori (C, D, E e KAP) la persona dovrà effettuare nelle sedi dei Distretti Sanitari competenti per territorio e/o nelle Delegazioni dell’A.C.I. l’esame dei tempi di reazione e portare il relativo certificato.

    IL GIORNO della VISITA MEDICA

    La Commissione Medica Locale per le patenti di guida effettua le sedute di visita nei giorni prestabiliti e nel rispetto del calendario degli appuntamenti fissati dal personale di segreteria

    o a Trento presso il Centro per i Servizi Sanitari, Viale Verona, corpo A;

    o a Rovereto in Piazza Leoni 11/A - Palazzo Marfin.

    L’interessato è tenuto a presentarsi all’appuntamento fissato con tutta la documentazione richiesta sopra elencata.

    In carenza di tale documentazione la visita medica non sarà effettuata ed alla persona interessata sarà fissato un nuovo appuntamento.

    Avverso il giudizio espresso dalla Commissione medica locale per le patenti di guida di Trento e Rovereto è ammesso ricorso gerarchico alla Giunta provinciale - Servizio Motorizzazione civile di Trento - entro 30 giorni dalla data di rilascio della certificazione medica.

    COSA ACCADE DOPO la VISITA MEDICA

    1) Nel caso di rinnovo della patente di guida Il personale di segreteria della Commissione Medica consegna subito all’interessato il certificato medico rilasciato dalla Commissione Medica con l’esito della visita, certificato che, salvo i casi di non idoneità, vale come dimostrazione di aver adempiuto agli obblighi di legge entro il termine di scadenza della patente di guida e consente al cittadino di circolare regolarmente con il relativo veicolo.

    L’interessato riceverà successivamente, al suo domicilio, l’attestazione (bollino adesivo) di conferma della validità della patente di guida da parte dell’Ufficio Centrale della Direzione Generale della Motorizzazione Civile di Roma (cui la segreteria della Commissione Medica aveva provveduto a trasmettere per via telematica l’esito della visita).

    Se il tagliando di aggiornamento della patente non dovesse essere recapitato al domicilio entro 60 giorni dalla data di effettuazione della visita medica, l’interessato dovrà telefonare al numero verde 800- 23.23.23 (dal lunedì al venerdì, dalle ore 8.30 alle ore 13.30 e dalle ore 14.30 alle ore 17.30) per i chiarimenti del caso.

    2) Nel caso di rilascio, revisione, riclassificazione, richiesta di duplicato della patente di guida o di rinnovo del certificato di abilitazione professionale.

    Il personale di segreteria della Commissione Medica Locale comunicherà all’interessato gli ulteriori adempimenti amministrativi che dovranno essere espletati presso il Servizio della Motorizzazione Civile e presso il Commissariato del Governo della Provincia di Trento.! benefici della legge 104/92.



    ultimo aggiornamento 08/04/2010




    da l’Agricoltore Trentino n.ro 6 del 12/2008

    Il collocamento mirato del disabile al lavoro

    legge 12 marzo 1999, n. 68 e le delibere attuative adottate dalla Giunta provinciale di Trento.

    Per collocamento mirato si intende l’attuazione di un progetto occupazionale coerente alle potenzialità e alle capacità del soggetto, attraverso una valutazione adeguata delle stesse e con l’attivazione di servizi di supporto e soluzioni dei problemi connessi con gli ambienti, gli strumenti e le relazioni interpersonali.

    CHI PUÒ CHIEDERE il COLLOCAMENTO MIRATO al LAVORO

    I cittadini disabili riconosciuti:

    o Invalidi civili in misura percentuale pari o superiore al 46%, ed in possesso di potenzialità lavorative, dichiarati tali dai sanitari assegnati alle competenti strutture dell’ Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari di Trento;

    o Invalidi del lavoro con grado di invalidità superiore ad un terzo (al 33%) accertato dai fiduciari medici dell’INAIL;

    o Non vedenti (ciechi assoluti o con residuo visivo non superiore ad un decimo in entrambi gli occhi, anche con eventuale correzione) e sordomuti dichiarati tali dalle competenti commissioni sanitarie dell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari di Trento;

    o Invalidi di guerra, invalidi civili di guerra e invalidi per servizio con minorazioni ascritte dalla prima alla ottava categoria di cui alle Tabelle di Legge della pensionistica di privilegio accertate dagli organismi tecnici competenti.

    Non sono da ritenersi compresi tra gli aventi titolo al collocamento mirato al lavoro:

    a) i soggetti con grado di invalidità civile inferiore al 46%;

    b) i soggetti con un grado di invalidità del 100% e con potenzialità lavorativa “abolita” e/o “quasi abolita e/o conservata solo per attività non redditizie”.

    A CHI SI PRESENTA LA DOMANDA

    La domanda finalizzata all’ accertamento sanitario della disabilità (invalidità civile, cecità civile e sordomutismo) per il collocamento mirato al lavoro deve essere presentata dall’interessato all’Unità Operativa di medicina Legale dell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari che, dopo aver provveduto all’effettuazione dell’accertamento stesso, provvede ad inviare il relativo verbale:

    a) alla persona che ha richiesto l’accertamento sanitario il verbale di visita viene inviato in due copie (una in forma integrale e l’altra, da esibire al Centro per l’impiego territorialmente competente, priva della diagnosi);

    b) al Gruppo tecnico dell’Agenzia del Lavoro di Trento;

    c) al patronato ENAPA (se rilasciato mandato di patrocinio dall’assistito);

    d) nel caso in cui la percentuale di invalidità assegnata sia pari o superiore al 74% all’Agenzia provinciale per l’Assistenza e la previdenza integrativa di Trento.

    COME PROCEDE L’ITER

    Acquisito dal diretto interessato il verbale di accertamento sanitario in forma non integrale (privo della diagnosi clinica) e il suo consenso al trattamento dei dati sensibili (Legge n. 675/95 e s.m.), che sarà valido per tutte le strutture che interagiscono nell’attuazione del Progetto occupazionale stesso, il Centro per l’Impiego territorialmente competente dell’Agenzia del lavoro trasmette i dati raccolti al Gruppo tecnico dell’ Agenzia del Lavoro di Trento.

    Il Gruppo tecnico dell’Agenzia del Lavoro di Trento attiva, a sua volta, le procedure finalizzate alla raccolta informazioni scritte relative all’invalido, richiedendole ai Servizi di Addestramento e Formazione professionale, alla Sovrintendenza scolastica, ai Servizi Sociali dei Comprensori della Provincia Autonoma di Trento e dei Comuni di Trento e di Rovereto, alle Consulte psichiatriche (Gruppo di valutazione Integrata) laddove attivate o alle Unità Operative di psichiatria territoriali nel caso di disabili psichici.

    Raccolte tali informazioni, le trasmette alla Segreteria amministrativa della Commissione Sanitaria integrata (che opera nell’unità Operativa di Medicina Legale), che provvede ad istruire il caso e a convocare la Commissione Sanitaria integrata per la valutazione del soggetto ai fini del collocamento mirato.

    PRIMA DELL’INSERIMENTO LAVORATIVO DEL DISABILE

    La Commissione Sanitaria integrata provvede alla visita medica, alla formulazione della diagnosi clinica, della diagnosi funzionale e della relazione conclusiva con l’individuazione delle linee progettuali per l’inserimento lavorativo del soggetto disabile.

    CONTESTUALMENTE ALL’AVVIAMENTO LAVORATIVO DEL DISABILE

    a) Qualora la Commissione Sanitaria integrata, in occasione della precedente formulazione della relazione conclusiva, abbia evidenziato la necessità di rivalutare il caso prima dell’ effettivo inserimento lavorativo essa procederà alla valutazione, attraverso apposita visita medica del disabile, della compatibilità tra la diagnosi funzionale ed il posto di lavoro individuato.

    In caso di compatibilità si procederà al collocamento mirato del disabile.

    In caso di incompatibilità il Gruppo tecnico dell‘Agenzia del Lavoro attiverà le procedure finalizzate alla riformulazione, da parte della Commissione Sanitaria Integrata, della diagnosi funzionale e della relazione conclusiva, individuando le nuove linee progettuali per l’integrazione lavorativa della persona disabile.

    L’esito dei nuovi accertamenti sarà trasmesso all’interessato e ai diversi soggetti istituzionali coinvolti.

    b) Nei casi in cui la verifica della compatibilità non sia stata prevista dalla Commissione Sanitaria integrata si provvederà, su richiesta dell’Agenzia del Lavoro di Trento, preliminarmente all’avviamento lavorativo, ad espletare la sola visita della permanenza dello stato invalidante qualora la data dell’ultimo accertamento di invalidità in possesso del soggetto sia antecedente a 36 mesi (a meno che sul verbale di accertamento sanitario dell’invalidità civile non sia prevista una diversa data di revisione); non si procede, invece, alla verifica della permanenza dello stato invalidante nel caso di soggetti riconosciuti sordomuti o ciechi salvo diversa indicazione da parte delle relative Commissioni Sanitarie e nemmeno nei casi di più assunzioni presso lo stesso datore di lavoro.

    DOPO L’INSERIMENTO LAVORATIVO DEL DISABILE

    Nel caso di aggravamento delle condizioni di salute o di significative modificazioni della organizzazione del lavoro per quanto previsto dall’ art. 10, comma 3, della Legge n. 68/99, la Commissione Sanitaria Integrata potrà verificare, su richiesta da parte del soggetto disabile e/o del relativo datore di lavoro ai Centri per l’Impiego dell’Agenzia del Lavoro territorialmente competenti, se le mansioni lavorative affidate al disabile sono compatibili con le condizioni di salute del medesimo e se il disabile possa continuare ad essere utilizzato nell’ambito dell’Azienda.

    La visita non prevede alcun costo a carico del richiedente.



    ultimo aggiornamento 08/04/2010